APProfondimento – Comprendere attenzione e attenzione frammentata per iniziare un lavoro interiore concreto e consapevole
Nel secondo articolo della serie si è parlato di attenzione frammentata e di come gli stimoli continui influenzino il nostro modo di pensare, sentire e agire. Prima di proseguire, può essere utile fare un passo indietro e approfondire alcuni concetti fondamentali:
- che cos’è l’attenzione?
- che cosa significa, concretamente, che l’attenzione è frammentata?
- non bisogna confondere l’attenzione frammentata con l’attenzione divisa (intenzionale e necessaria per osservarsi interiormente).
Comprendere questi aspetti non è un esercizio teorico, ma un passaggio essenziale per chiunque voglia lavorare su di sé in modo serio, realistico e pratico. Nel secondo articolo della serie abbiamo anche visto come la società odierna ci costringe a tenere a bada le pulsioni, per cui il lavoro su di sé, o lavoro alchemico, oggi è alla portata di tutti. Non ci sono più grossi segreti nascosti in chissà quali scuole esoteriche. Crescendo in Italia, in un contesto culturale cattolico, volenti o nolenti, abbiamo già fatto parecchia palestra di autocontrollo e di attenzione morale.
Torneremo prossimamente sugli effetti concreti che l’auto-osservazione ha su di noi, effetti che comunque sentiamo come la più o meno forte padronzanza che abbiamo del nostro corpo e dei pensieri. Meglio dire, quanto riusciamo a usare il nostro corpo e la nostra mente per operare in modo libero da condizionamenti. Un esempio pratico: se vediamo una persona in difficoltà e in cuor nostro vogliamo aiutarla, siamo più o meno liberi di farlo in base a quanto ci controllano i condizionamenti esterni.
Che cos’è l’attenzione
Livello quotidiano
L’attenzione è qualcosa di semplice e profondo allo stesso tempo. L’attenzione è la capacità di essere interiormente presenti in ciò che stiamo facendo. È presenza di spirito. È il focalizzare la mente su quello che stiamo facendo. Una volta ci si sentiva dire spesso dai genitori: “Stai attento a quello che fai! Rimani con i piedi per terra”. Quando sei attento:
- ci sei mentre ascolti qualcuno
- ci sei mentre leggi
- ci sei mentre lavori
- ci sei mentre cammini
- ci sei anche mentre osservi un pensiero o un’emozione
Non significa fare tutto lentamente o con fatica, ma essere lì senza vagare con la mente. Anche se, vedremo, fare qualcosa con lentezza è un ottimo esercizio di raccoglimento per tornare presenti a noi stessi quando non lo siamo. Notiamo la parola “raccoglimento”, che dà esattamente l’idea della nostra entità più intima, ovvero dell’Io (o Sé reale, o Anima, o Spirito, in base alla terminologia che vogliamo usare), che sta vagando senza meta nel mondo dei pensieri (perso) che si raccoglie, si concentra in un solo punto rafforzandosi. Non a caso, infatti, quando facciamo le cose lentamente, in presenza, la nostra energia mentale cresce e fare le cose ci costa molta meno fatica.
Essere lì mentre ascolti qualcuno significa, per esempio, che mentre qualcuno che conosciamo da tanto tempo ci parla, lo ascoltiamo come se lo ascoltassimo per la prima volta. Nessun preconcetto su di lui / lei che possa passarci per la testa ci distrae e ci pilota verso un esito scontato, del tipo: “tanto si sa che è un genio… avrà sicuramente ragione lui!” o “si certo, io ascolto con attenzione, ma tanto lo sanno tutti che questo non capisce niente…!”.
Essere lì mentre facciamo qualcosa significa, per esempio, che mentre stiamo parcheggiando la macchina in un posto scomodo, pensiamo solo alle manovre che bisogna fare in quel momento. Nessun pensiero sulle volte che ci è andata male, nessun ricordo di quella volta che quel gran genio del parcheggio ci sgridò con un secco “non sei capace!”, può riuscire a distrarci. È difficile, ci vuole uno sforzo consapevole, ma è importante farlo. Anche questo è un ottimo allenamento per imparare a gestire la nostra mente.
Se parcheggiare la macchina ovunque ci riesce già facile, perché ormai lo facciamo in modo meccanico mentre pensiamo ad altro, il discorso non vale. Il lettore trovi da solo un esempio più calzante di qualcosa che gli richiede una maggiore attenzione.
Livello psicologico
Dal punto di vista psicologico, l’attenzione è una funzione attiva dell’Io.
Non è un meccanismo automatico, ma una facoltà che:
- seleziona ciò che è rilevante
- mantiene una continuità dell’esperienza
- impedisce alla coscienza di disperdersi in mille direzioni
Quando l’attenzione è sufficientemente stabile:
- i pensieri diventano più ordinati
- le emozioni più riconoscibili
- le azioni più intenzionali
In questo senso, l’attenzione non è un lusso, ma una condizione di base della salute interiore.
Rudolf Steiner sottolinea più volte che l’attenzione non è una capacità innata, ma va educata e rafforzata. Va educata e rafforzata perché da essa dipende la possibilità stessa di una vita cosciente e libera.
Livello interiore
Sul piano più profondo, l’attenzione può essere descritta come la presenza dell’Io nel momento presente.
Essere attenti significa:
- non essere completamente trascinati da impulsi
- non essere identificati in modo automatico con pensieri ed emozioni
- iniziare a percepirsi come soggetto attivo dell’esperienza
Per questo, in ogni autentico lavoro interiore, l’attenzione non è un dettaglio tecnico, ma il punto di partenza reale.
Che cos’è l’attenzione frammentata
Se l’attenzione è presenza unificata, l’attenzione frammentata è il suo opposto.
Livello quotidiano
L’attenzione frammentata si manifesta in modi molto comuni:
- leggi, ma pensi ad altro
- ascolti qualcuno, ma controlli il telefono
- lavori saltando continuamente da un compito all’altro
- sei sempre occupato, ma raramente presente
Il risultato non è solo distrazione, ma una sensazione più sottile e persistente di:
- stanchezza mentale
- confusione
- dispersione
- insoddisfazione difficile da nominare
Non perché fai “troppo”, ma perché non sei intero in ciò che fai.
Livello psicologico
Dal punto di vista psicologico, nell’attenzione frammentata accade qualcosa di preciso:
- l’Io perde il centro
- l’attenzione viene catturata da stimoli esterni o associazioni automatiche
- la coscienza diventa prevalentemente reattiva
In altre parole, non sei tu a usare l’attenzione, ma l’attenzione viene continuamente usata dagli eventi, dirottata su ciò che accade intorno e dentro di te.
Questo stato non è patologico: è la condizione normale dell’uomo moderno, immerso in un ambiente altamente stimolante.
Livello interiore
A un livello più profondo, l’attenzione frammentata comporta un vero e proprio addormentamento dell’Io che, identificandosi con pensieri ed emozioni, anziché come colui che percepisce e agisce volontariamente, si trova in una condizione alquanto simile a quando di notte sogniamo. Quando si sogna, contro gli eventi del sogno non possiamo fare nulla, semplicemente li subiamo. Il lettore che conosce i sogni lucidi può fare l’analogia tra i casi in cui ci si rende conto di stare sognando e si comincia a gestire gli eventi consapevolmente, e ciò che succede nella vita di tutti i giorni. La sensazione che si prova “svegliandosi” è grosso modo la stessa. Ricapitolando, l’attenzione frammentata comporta:
- una minore presenza dell’Io
- una maggiore identificazione con pensieri ed emozioni
- una difficoltà a percepirsi con chiarezza
È importante dirlo chiaramente: non è una colpa, né un fallimento personale, ma una conseguenza storica e culturale del modo in cui viviamo. È la conseguenza inevitabile dell’aver conquistato la coscienza oggettiva. Stiamo lavorando per superare questa fase dell’evoluzione.
Il problema principale non è la frammentazione in sé, ma il fatto di non accorgercene. Nella prossima sezione cercheremo di capire in modo pratico se la nostra attenzione, nel momento in cui stiamo facendo il “check up”, è frammentata oppure no.
Una nota importante. Per potersi auto-osservare è necessario dividere l’attenzione tra quello che stiamo facendo e la nostra interiorità. Questo atto di dividere l’attenzione è però intenzionale, non va confuso con l’attenzione frammentata su più stimoli esterni in maniera involontaria.
Attenzione unificata e attenzione frammentata a confronto
| Attenzione unificata | Attenzione frammentata |
| Presenza | Dispersione |
| Continuità dell’esperienza cosciente | Discontinuità |
| Chiarezza e capacità di scelta consapevole | Reattività agli stimoli esterni |
| Minor sforzo interiore | Maggiore stanchezza |
| Senso di realtà e di solidità | Sensazione di vuoto o confusione |
Questo confronto, ovviamente, non serve a giudicarsi, ma a riconoscere e capire il proprio stato attuale per poterci meglio ricollocare nel momento presente.
Un punto fondamentale (molto importante)
L’attenzione non si rafforza con la forza. Non migliora:
- rimproverandosi
- sforzandosi eccessivamente
- imponendosi rigidità
Si educa invece attraverso:
- delicatezza
- esercizio breve e regolare
- auto-osservazione senza giudizio
Steiner insiste sul fatto che l’Io cresce quando impara a osservarsi con calma, non quando si combatte.
Un esercizio semplice (facoltativo)
Solo se lo senti adatto.
Per un minuto, scegli un’azione molto semplice:
bere un bicchiere d’acqua, lavarti le mani, aprire una finestra.
Non cercare di “concentrarti”.
Nota solo interiormente:
sono qui mentre lo faccio?
Se l’attenzione si sposta, registralo e ritorna gentilmente.
Lo scopo non è controllare, ma riconoscere.
In sintesi
- L’attenzione è la presenza attiva dell’Io
- L’attenzione frammentata è la perdita di unità della coscienza
- Il lavoro interiore non inizia eliminando la frammentazione, ma imparando a vederla
- L’attenzione divisa è quando si divide intenzionalmente l’attenzione tra quello che stiamo facendo e il nostro stato interiore. Richiede presenza e non va confusa con l’attenzione frammentata, che è non intenzionale, oltre ad essere dispersiva.
Come nota finale, anticipiamo che nel lavoro interiore, l’osservazione non è un atto puramente mentale: nel tempo incide anche sul rapporto con la corporeità e contribuisce alla formazione di ciò che le tradizioni spirituali chiamano un corpo sottile, una sede più stabile per l’esperienza cosciente dell’Io.
Quanto scritto in questo articolo di approfondimento, insieme all’articolo precedente, intitolato “Attenzione frammentata e stimoli continui: effetti psicologici del lavoro su di sé“, preparano il terreno al passo successivo della serie: come dall’attenzione si passa alla volontà e alla scelta cosciente.
